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IMMERSIONI ED ITINERARI SUB LEVANZO

itinerari subacquei

10 - Levanzo

immersioni isola di levanzo

capo Grosso

elenco:

L'isola di Levanzo, come altre isole dell'arcipelago, è geologicamente formata da dolomie e calcari, con la parte collinare dall'aspetto carsico.   Geograficamente si presenta più ricca di rilievi e grotte di Favignana. (segue a pag. 25 - 29)

Fondo sabbioso

fondo sabbioso Levanzo

cartografia itinerario

cartografia generale

descrizione itinerario

cartografia generale itinerario sub levanzo
cartografia itinerario capo grosso

 Capo Grosso, estremità settentrionale dell'isola di Levanzo, nella zona B è facilmente riconoscibile per la presenza di un faro che torreggia dall'alto del promontorio e rappresenta sicuramente uno dei migliori punti di immersione dell'isola. …

spazio libero sub levanzo

 Capo Grosso, estremità settentrionale dell'isola di Levanzo, nella zona B è facilmente riconoscibile per la presenza di un faro che torreggia dall'alto del promontorio e rappresenta sicuramente uno dei migliori punti di immersione dell'isola.   La zona, riparata dall'alta costa dell'isola dai venti da sud, è esposta ai venti del I e IV quadrante.   Prima dell'immersione bisogna fare attenzione alla corrente marina verso nord che, a volte, può essere di notevole intensità.

   L'immersione inizia a 15m in direzione nord-ovest (N 38° 01' 257" - E 12° 19' 968'') da un gruppo di scogli affioranti a ridosso dalla scoscesa parete di Capo Grosso, per raggiungere dopo 10 m di discesa un fondale caratterizzato da rocce chiare coperte da vegetazione fotofila.   Si comincia quindi a pinneggiare, ad una profondità di 15-18m, in direzione ovest/nord-ovest, parallelamente al primo gradone della piattaforma.   Il fondale è costituito da una estesa piattaforma rocciosa, che, partendo dalla base degli scogli affioranti fittamente ricoperti di Cystoseira sp., si articola in più gradoni.

   In questo primo tratto, la vegetazione è caratterizzata soprattutto da P. pavonica, ma già a questa profondità, nei tratti meno inclinati del fondale, si nota la presenza di gorgonie bianche (E. singularis), che in alcuni pianori si fa più densa.   Le pareti a destra, invece, poco illuminate, sono ricoperte da colonie A. calycularis, numerosi Briozoi e spugne, tra le quali predominano P. ficiformisA. oroides e l'incrostante S. cunctatrix che fanno di queste rocce l'habitat ideale per i nudibranchi ed in particolare per la caratteristica vacchetta di mare (D. atromaculata), facile da incontrare in questa immersione.  Dopo circa 80 m. si comincia a nuotare in direzione nord e poi nord-est, rispettivamente per 15 e 20m, seguendo l'andamento della piattaforma rocciosa a destra e raggiungendo la batimetrica di 23m .    A questa profondità si possono osservare i primi rami di gorgonia giallaE. cavolinii.

   Esplorando gli anfratti delle rocce è facile vedere la murena (M. helena).   Altro frequente incontro è con il mollusco bivalve Pinna comune (P. nobilis), che si trova più facilmente a ridosso di piccoli scogli isolati o nelle fenditure.

   L'immersione continua verso levante, alla profondità massima di 25m, entrando in un piccolo canyon, che corre parallelo alla piattaforma, e percorrendolo per circa 25 m .   Qui, nelle pareti esposte a nord, si fanno più rigogliosi i ventagli delle gorgonie gialle, insieme a numerosi e coloratissimi organismi incrostanti (Schizobrachiella sanguinea, S. cuntctatrix).

   A questo punto si comincia lentamente la risalita, nuotando verso sud-est per 25 m e raggiungendo la profondità di 12m .   Durante quest'ultimo tratto è più abbondante la Posidonia, sulla quale nuotano nuvole di castagnole (Chromis chromis) e coloratissimi labridi (L. viridis, Labrus merula, Simphodus tinca), o gli scorfani (Scorpaena porcus, S. scrofa) che immobili si mimetizzano tra gli  scogli.   Lentamente si ritorna sulla zona più alta della piattaforma, seguendo la parete sommersa dagli scogli affioranti e, approfittando della sosta di sicurezza, si possono osservare i particolari degli organismi incrostanti e della Madrepora arancione (A. calycularis) che colonizzano gli anfratti più in ombra. ( pag..50 -.52)

2000 © “La Riserva Naturale Marina delle Isole Egadi”

 

F. Bertolino; Istituto di Biologia Marina (Consorzio Universitario di Trapani)

I. C. Puleo; Capitaneria di Porto Guardia Costiera di Trapani

A. Modica; Centro Oceanologico Mediterraneo di Palermo

A. Santulli; Istituto di Biologia Marina (Consorzio Universitario di Trapani)

LIBRO LA RISERVA NATURALE MARINA DELLE ISOLE EGADI